di Luigi Torreggiani
A fine agosto a Maribor, in Slovenia, si è tenuto un incontro di alto livello istituzionale dedicato alle politiche forestali, a cui hanno partecipato i membri del “gruppo ForForest+”. In occasione della riunione, questo nuovo gruppo di cooperazione transnazionale sulle foreste, inizialmente costituito da cinque Paesi (Austria, Slovenia, Finlandia, Svezia e Francia), ha dato il benvenuto anche due nuovi Stati: Lituania e Italia.
A darne notizia è stato il Sottosegratario del Masaf Patrizio La Pietra, presente all’incontro e firmatario per l'Italia dell'accordo di cooperazione. La Pietra nel suo intervento ha spiegato che: “In un contesto globale segnato dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, il bosco rappresenta uno strumento naturale di mitigazione, che le istituzioni hanno il dovere di sostenere con politiche di tutela e gestione attiva delle superfici forestali”.
L'incontro di Maribor si è concentrato sulle principali sfide politiche che il settore forestale europeo deve affrontare, tra cui:
L'evento ha facilitato un dialogo diretto tra responsabili politici ed esperti scientifici, compresi i Direttori degli Istituti forestali nazionali, come Nike Krajnc, Direttrice dello Slovenian Forestry Institute. Proprio Krajnc ha spiegato che i Direttori degli Istituti di ricerca forestale di Austria, Finlandia, Svezia, Slovenia e Norvegia hanno formato un gruppo informale di enti che supportano l'iniziativa ForForest+, a cui probabilmente, ce lo auguriamo, si affiancheranno presto anche gli Istituti di ricerca forestale italiani.
Nike Krajnc ha segnalato che, in occasione dell’incontro, è stato presentato anche un interessante documento programmatico, intitolato: “Potenzialità e limiti delle foreste europee nella mitigazione dei cambiamenti climatici”. Questo “policy brief” è stato elaborato dagli esperti di Luke (Natural Resources Institute, Finlandia), BFW (Austrian Research Centre for Forests, Austria), Skogforsk (Forestry Research Institute of Sweden, Svezia), NIBIO (Norwegian Institute of Bioeconomy Research, Norvegia) e GOZDIS (Slovenian Forestry Institute, Slovenia).

“Il bosco è un presidio di biodiversità che ospita ecosistemi complessi e delicati che necessitano di protezione”, ha dichiarato il sottosegretario La Pietra. “Un bosco ben gestito è un fattore di stabilità idrogeologica, ma anche un'opportunità economica sostenibile. Come governo siamo fortemente intenzionati a valorizzare le filiere collegate alle risorse boschive, quali sono il legno e i frutti del sottobosco come castagne, funghi e tartufi, che possono determinare ricadute positive sull'occupazione e sulla permanenza delle comunità nelle aree interne”.
Secondo quanto riportato da un comunicato del Masaf: “Pianificazione integrata, coinvolgimento delle imprese, sostegno alla formazione professionale, incentivi alla ricerca e all'innovazione nel settore forestale sono gli obiettivi che accomunano i componenti di ForForest+, sui quali l'Italia è disponibile a collaborare attivamente condividendo buone pratiche, conoscenze e strategie che mettano il bosco al centro dell'azione delle istituzioni”.
La partecipazione dell’Italia a ForForest+ è indubbiamente un fatto positivo, che può portarci a dialogare con Paesi dalla lunga tradizione forestale individuando strategie comuni e portando istanze specifiche a Commissione, Parlamento e Consiglio europei. Assai positivo anche l’interesse del Governo, dichiarato dal Sottosegretario, ad impegnarsi sul fronte del cambiamento climatico. L’incontro è avvenuto alcune settimane prima del discorso del Presidente statunitense Donald Trump alle Nazioni Unite, che ha definito la crisi climatica “una bufala”: ci auguriamo che il nostro Paese prosegua sulla strada indicata da numerosi documenti ufficiali e anche in occasione dell’adesione a ForForest+.
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