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Il Manager Forestale, figura chiave per gli Accordi di Foresta

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Manager Forestale figura chiave per Accordi di Foresta
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di Andrea Barzagli

L’ultimo decennio ha visto un’innegabile accelerazione delle politiche forestali in Italia. La pubblicazione del TUFF e della Strategia Forestale Nazionale, seguiti dai vari decreti attuativi e regolamenti, ha portato una ventata di aria fresca nella gestione dei boschi e dei territori montani del nostro paese, cercando di ampliare le vedute di un mondo, quello forestale, troppo spesso caratterizzato da chiusura e scarsa elasticità. Quello che si è fatto avanti negli ultimi anni è un approccio più interdisciplinare, ampio, che cerca di guardare al settore forestale non come un comparto a sé, ma come un tassello di un progetto complessivo che riguarda la vitalità della montagna e delle aree interne, la riattivazione delle comunità e anche le nuove sensibilità ambientali e le necessità di conservazione.

Per un motivo spesso meramente geografico, coloro che lavorano nel o per il bosco e le sue filiere, si trovano oggi ad operare in contesti fragili, sia dal punto di vista idrogeologico che di tessuto socioeconomico, in cui tutte le criticità del settore forestale italiano - frammentazione fondiaria, governance inefficace, mancanza di pianificazione, economie di scala inadeguate che compromettono lo sviluppo di filiere territoriali produttive - si presentano esasperate. Spesso, in questi territori, solo il turismo è considerata un’attività che ancora abbia senso sviluppare. 

Per operare in questo contesto serve: “Vedere e capire la complessità dei singoli territori, i problemi specifici e le opportunità, le esigenze della collettività e le necessità delle comunità, per poi immaginare, condividere e realizzare percorsi progettuali su misura, capaci di accompagnare gli attori dello sviluppo locale verso gli obiettivi della Strategia Forestale Nazionale in un orizzonte di medio-lungo periodo”. Queste parole, pronunciate da Raoul Romano, ricercatore del CREA Politiche e Bioeconomia, durante l’edizione 2024 di Oltreterra, riassumono quella necessità a cui negli ultimi anni si è cercato di rispondere in varie forme: animatore forestale territoriale, facilitatore di impresa e infine, Manager Forestale: una figura chiave, proposta proprio dal think tank di Oltreterra per l’attuazione degli Accordi di Foresta, altro strumento nato in questo incubatore di proposte. È a questa figura - che da “chimera leggendaria” è stata riconosciuta come chiave di volta - che abbiamo deciso di dedicare il Focus di questo numero.

Il termine chimera non è scelto a caso, perché proprio come la bestia leggendaria composta da parti di animali diversi, la figura professionale che da tempo si cerca di definire con tutti gli appellativi già citati, è caratterizzata da un insieme di competenze che vanno oltre quelle forestali, sforando nel campo della sociologia, del marketing, della partecipazione e della mediazione. Molti professionisti forestali potranno in parte riconoscersi già in questa figura, abituati ad arrangiarsi per integrare alle loro competenze tecniche tutte quelle richieste per operare nei territori e con le comunità che li abitano, ma quello che serviva (e continua a servire) è un riconoscimento formale di questa nuova necessità.

Partendo dalla recente pubblicazione del CREA-PB: “Accordo di Foresta, opportunità e limiti”, curata da Marco Allocco e Raoul Romano, con questo Focus vogliamo contribuire al dibattito, già intrapreso negli scorsi anni ad Oltreterra, sull’opportunità per i dottori agronomi e forestali di cavalcare questa nuova necessità, ampliando così le proprie competenze e capacità operative. Che si tratti di Manager Forestale, animatore territoriale o facilitatore, le opportunità non si esauriscono agli Accordi di Foresta. Nelle Regioni stanno, infatti, iniziando a diffondersi i Piani Forestali di Indirizzo Territoriale e anche molte altre iniziative di associazionismo e cooperazione (ASFO, Consorzi, cooperative) potrebbero beneficiare di questa professionalità innovativa e trasversale. Allo stesso tempo, come evidenzia anche il Dossier di questo numero, queste figure possono risultare cruciali anche per tutto il grande tema della vendita di Crediti, siano essi di “carbonio”, “sostenibilità” o “natura”.

Trovando magari, tra i fondi della Strategia Forestale Nazionale, della Strategia per le Aree Interne o in quelli dello Sviluppo rurale, le risorse per remunerare questo ruolo strategico.

Articolo pubblicato nel n. 281/Marzo-Aprile 2026 di “Sherwood-Foreste ed Alberi Oggi”, anno 32 n. 2 - ISSN 1590-7805 - Bimestrale della Compagnia delle Foreste S.r.l.

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