di Filippo Guerra, Paolo Cielo
Chi lavora in ambito forestale sa bene quanto siano importanti sicurezza, competenza e preparazione tecnica. Spesso queste sono caratterizzate da grande eterogeneità nel territorio nazionale ma, soprattutto, tra diverse nazioni in Europa. Il mondo forestale necessita, come altri ambiti produttivi, di espandere i propri confini e dar vita ad una vera e propria comunione di competenze a livello europeo. Affinché gli scambi e il dialogo tra gli stati europei possa prendere effettivo avvio, vi è bisogno, tuttavia, di uniformare la formazione forestale e riconoscere conoscenze e competenze in possesso dei soggetti già operanti in ambito boschivo. È questa, in effetti, la mission di EFESC - European Forestry and Environmental Skills Council, ONG che mira a definire standard comuni per la formazione professionale in ambito forestale, partendo dall’uso della motosega fino ad arrivare alle attrezzature più complesse e performanti.
Va considerato, senza allarmismi, ma con pragmatico realismo, che la selvicoltura e i lavori boschivi fanno parte del settore “agricoltura, silvicoltura e pesca”, che nel 2022 ha rappresentato l’11,8 % degli incidenti mortali sul lavoro in Europa, malgrado occupi una frazione molto più ridotta della forza lavoro. In quell’anno, l’UE ha registrato 3.286 decessi sul lavoro, una preoccupante media di 1,66 morti ogni 100 000 occupati. Le cause principali erano legate alla perdita di controllo di macchine e utensili (27 % dei casi fatali). Un focus nazionale, evidenzia che il solo comparto agricolo–forestale ha denunciato, nel 2023, 26.546 infortuni, con 138 casi mortali, fortunatamente il minimo registrato negli ultimi 5 anni, mettendo in luce come il rischio aumenta con l’età: gli over 64 hanno un’incidenza del 40 % sui decessi.
Alla luce di questi dati ha ancora senso chiedersi se le attività forestali possano prescindere da elevati standard di professionalità, formazione e conoscenza dei rischi associati al lavoro in bosco?
Il cuore pulsante del progetto è il sistema ECC (European Chainsaw Certificate), una certificazione che attesta in modo uniforme le capacità tecnico-pratiche di chi opera con la motosega, differenziandone le competenze su quattro livelli crescenti di difficoltà (da ECS1: manutenzione motosega e taglio ispettivo a ECS4 riservato ad interventi complessi in situazioni di piante schiantate e legno in tensione; passando per gradi intermedi quali tecniche di abbattimento base e avanzate).
Gli esami prevedono prove pratiche e teoriche, condotte da istruttori forestali, con qualifiche professionali e specifica formazione come Assessor, operanti regolarmente presso enti forestali o imprese boschive.
Il certificato ottenuto permette di valorizzare la professionalità anche oltre i confini del proprio paese e rappresenta per questo un primo passo verso l’internazionalizzazione del lavoro forestale essendo valido nei paesi membri di EFESC ed essendo sempre più richiesto da imprese boschive private ed enti pubblici operanti nel settore.
L’associazione EFESC Italia Onlus nasce nel 2013 e si compone di enti pubblici, formatori e realtà del settore forestale. La Fondazione è impegnata nel processo di riconoscimento dell'ECC, dall’organizzazione del corso alla sua erogazione, per concludersi con la fase certificativa. Si occupa, inoltre, di formare valutatori (assessor) e verificatori (verifier) e di promuovere il riconoscimento dello standard a livello regionale e nazionale.
Fino al 30/06/2025 sono stati rilasciati 700 certificati ECC, dimostrando un crescente interesse e sensibilizzazione sul tema. Tuttavia, c’è ancora strada da fare al fine di uniformare la formazione tra le varie regioni italiane. Infatti, ad oggi il riconoscimento del certificato è demandato alle politiche regionali, e tra quelle che ufficialmente ne riconoscono la validità troviamo il Piemonte e il Veneto.
Lo standard è stato però recentemente incluso tra gli indicatori del Libro Bianco del settore forestale italiano, il che rappresenta un primo passo per porre all’attenzione delle politiche nazionali il certificato ECC.
A livello europeo i possessori di un certificato ECC sono oggi 26.777, con la Francia, Il Belgio e la Romania ai primi posti per numero di certificati erogati. Ogni anno, EFESC Europe organizza un meeting internazionale, occasione di confronto tra i diversi paesi aderenti all’ONG. L’Italia ha preso parte attivamente sia al meeting del 2024, svoltosi a Ettelbruck in Lussemburgo, sia in modalità on-line a quello del 2025 in Galizia, Spagna.
Nel meeting del 2024, tenutosi in Lussemburgo, sono stati affrontati temi centrali per il futuro della formazione forestale europea. Tra questi, il “Piano Tempesta” presentato dalla Francia, che prevede la creazione di squadre specializzate per intervenire in modo sicuro ed efficace dopo eventi meteorologici estremi come schianti e tempeste. Ampio spazio è stato dedicato anche allo sviluppo di nuove certificazioni settoriali, tra cui l’EBS per l’uso del decespugliatore e l’EMOC per gli operatori di macchine forestali, oltre all’adozione di strumenti digitali come lo Smart Certificate con QR code, pensati per aumentare la tracciabilità e la sicurezza dei titoli rilasciati.
Si è discusso inoltre di come rafforzare la qualità delle verifiche sul campo, migliorare la formazione dei valutatori e adattare gli standard operativi alle specificità territoriali, incluse le aree montane e alpine, dove le condizioni di lavoro richiedono competenze tecniche elevate e soluzioni su misura.
Il meeting del 2025, ospitato in Galizia, ha invece posto al centro il tema dell’innovazione digitale e della sostenibilità economica del sistema EFESC. È stato inoltre confermato l’utilizzo della piattaforma CV‑Trust, per il rilascio di certificati digitali sicuri, accessibili e verificabili online. Tra i progetti presentati: PYREMPFOR GO, per la formazione di operatori forestali nei territori di confine tra Spagna e Francia; Call4Forest, pensato per facilitare l’ingresso nel settore forestale di giovani e donne; Sintetic, che sperimenta strumenti tecnologici (LiDAR e app mobili) per la tracciabilità del legname.
I meeting sono, oltre che un’occasione di networking, anche momento di formazione, crescita e stimolo, anche alla luce di progetti internazionali e politiche locali che servono da input anche al continuo e crescente ambito formativo forestale italiano.
Per il 2026, il consueto appuntamento annuale si terrà in Francia, e sarà preceduto da un workshop europeo per valutatori in Belgio. L’obiettivo è sempre lo stesso: garantire che chi lavora nei boschi lo faccia in modo preparato, sicuro e riconosciuto, ovunque in Europa e la Fondazione EFESC Italia ancora una volta vi prenderà attivamente parte.
Lavorare nei boschi richiede oggi competenze sempre più specifiche, i numeri sugli infortuni ne sono una prova lampante. Avere un sistema che certifichi le competenze in modo chiaro e universalmente riconosciuto aiuta non solo i lavoratori, ma anche le imprese, così come gli enti pubblici e le scuole di formazione.
L'ECC diventa in quest’ottica un vero e proprio strumento di prevenzione, certificando le competenze all’uso della motosega e dei DPI in modo rigoroso e uniforme - con esami condotti da valutatori accreditati – contribuisce a ridurre le cadute, gli schiacciamenti e gli errori operativi.
Il lavoro di EFESC è dunque prezioso: crea un linguaggio comune, favorisce la sicurezza, valorizza chi lavora sul campo. In Italia, la sfida è quella di far, inoltre, conoscere e riconoscere di più lo standard ECC, e di estenderlo anche a nuovi ambiti (come i decespugliatori e le macchine per operazioni forestali altamente meccanizzate - harvester e forwarder).
L’associazione EFESC Italia Onlus sta portando avanti un impegno concreto per migliorare la qualità della formazione forestale, anche grazie alla partecipazione attiva ai tavoli tecnici europei. Uno degli obiettivi principali è la digitalizzazione del sistema di certificazione, con strumenti come CV‑Trust e certificati digitali verificabili tramite QR code, che permetteranno di tracciare in modo sicuro e trasparente le competenze acquisite e i percorsi formativi.
Perché tutto questo possa crescere e radicarsi, è fondamentale il coinvolgimento delle politiche regionali, degli enti di formazione e delle imprese, in un’azione corale che metta al centro le persone e le loro competenze. Il settore forestale italiano ha oggi tutte le carte in regola per essere protagonista, portando con fierezza il proprio patrimonio di conoscenze operative e la propria core competence, maturata anche in contesti complessi e altamente professionali come il lavoro forestale in ambiente alpino, all’interno del panorama europeo.
Uniformare gli standard, condividere le esperienze, costruire percorsi di eccellenza: questa è la strada per un futuro in cui la formazione diventa non solo sicurezza, ma anche orgoglio e riconoscimento del lavoro forestale.
1. Eurostat (2022) - Accidents at work statistics. URL: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Accidents_at_work_statistics
2. INAIL Open Data - Infortuni e malattie professionali (2023). URL: https://www.inail.it/cs/internet/attivita/open-data.html
3. INAIL - Rapporto annuale 2023. URL: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/periodiche/rapporto-annuale.html
4. FAO/ILO/UNECE - Safety and health in forestry work. URL: https://unece.org/fileadmin/DAM/timber/docs/sem/sem-2005/papers/unece_fao_ilo_safety_manual.pdf
Crediamo fermamente che creare un dialogo costruttivo con i nostri lettori possa costruire una comunità di appassionati, permettere di approfondire i temi trattati e arricchire tutti. Per questo motivo abbiamo attivato la sezione “commenti”.
Commentare un articolo è un'opportunità per partecipare alla conversazione pubblica e condividere le proprie opinioni. Partecipa anche tu alla discussione!
I commenti saranno moderati dalla redazione per assicurare che siano pertinenti, rispettosi e in linea con le nostre linee guida.
In attesa dell’aggiornamento EUDR (regolamento UE 2023/1115), si propone un breve riepilogo delle principali implicazioni della deforestazione zero per il settore foresta-legno.
Come previsto dalla Nature Restoration Law, anche l’Italia sta predisponendo il proprio “Piano Nazionale di Ripristino”, a cura di ISPRA. Dal 23 aprile 2026 al 9 giugno 2026 è aperta la fase
La distinzione tra castagno da frutto e da legno oggi pare netta nella normativa così come nelle pratiche gestionali, ma la letteratura mostra che tale separazione non è mai stata rigida.
Il 17 Aprile 2026 a Milano è stata formalmente costituita l’Associazione di Promozione Sociale Rete Donne Foreste che ha l’obiettivo di rafforzare presenza e leadership femminile nel settore f
Per installare questa Web App sul tuo iPhone/iPad premi l'icona.
E poi Aggiungi alla schermata principale.