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Mercato del legno: serve una nuova governance

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Mercato del legno: serve una nuova governance
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di Luigi Torreggiani

L’idea di realizzare un Focus sull’attuale situazione del mercato del legno è nata ascoltando le riflessioni e le inquietudini di molti addetti ai lavori, soprattutto imprese e trasformatori.

A suscitare numerose preoccupazioni non è soltanto l’innalzamento dei prezzi del legname in piedi e dei tronchi su strada a cui si è recentemente assistito in tutta Europa, che genera erosione dei ricavi in alcuni anelli della filiera, ma anche tensioni in quelli che, almeno potenzialmente, potrebbero giovare di questa situazione. Ad allarmare forse maggiormente è la difficoltà nell’intravedere una via d’uscita in un clima generale di profonda instabilità (definito, non a caso, di “policrisi”), con previsioni di mercato che, a fronte di una futura domanda in crescita, mostrano un’offerta molto spesso non adeguata.

Leggendo l’articolo introduttivo di Davide Pettenella, ma anche le Testimonianze che abbiamo raccolto tra proprietari, imprese boschive e rappresentanti della prima e della seconda trasformazione, una piccola grande speranza sembra essere rivolta al legno locale. Un maggiore utilizzo di legno di origine nazionale non risolverà di certo ogni problema, questo è chiaro a tutti, ma potrebbe almeno in parte svincolarci da logiche di mercato che nascono altrove, in contesti molto diversi dal nostro. È tuttavia parere comune che, per riuscire a costruire (o ricostruire) filiere solide basate sul legno locale, sia necessaria una decisa e concreta azione politica che oggi ancora manca.

Per fortuna non si parte da zero. Dieci anni fa, nel 2016, è stato firmato “l’accordo interregionale per l’incremento del prelievo legnoso in ambito boschivo”. Due anni dopo, nel 2018, è uscito il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere Forestali, con i suoi decreti attuativi, la Strategia Forestale Nazionale e le tante iniziative connesse, come la rinnovata spinta alla formazione degli operatori e all’associazionismo. Molte idee, parole, stimoli, progetti, azioni, ma ricadute ancora troppo modeste su proprietari e imprese.

Ad esempio, TUFF e Strategia Forestale Nazionale hanno indubbiamente dato nuovo slancio alla pianificazione forestale, a partire dai Programmi Forestali Regionali - che molte Regioni stanno redigendo o aggiornando - e passando dal livello dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT) - anch’essi in elaborazione in molte zone del Paese, spesso per la prima volta. La domanda da farsi è però questa: all’interno di questi importanti strumenti di area vasta sono raccolti studi e proiezioni sulla produzione legnosa e le relative filiere? Sono definite delle chiare scelte strategiche (e magari dei congrui fondi) per lo sviluppo e la valorizzazione delle filiere del legno locale? 

La situazione di crisi che stanno vivendo molti operatori del settore potrebbe stimolare, almeno in parte, un netto cambio di passo nell’ottica di un incremento della produzione legnosa nazionale. A questo dovrebbe però seguire anche una profonda riflessione sulla necessità di rendere maggiormente concreti gli strumenti per realizzare i grandi obiettivi che ci siamo dati. Ma per evitare che l’auspicabile incremento dei prelievi si trasformi in un “far west”, occorrerebbe ragionare a fondo anche sulla qualità della selvicoltura applicata, sulla sostenibilità complessiva degli interventi, sulle tecniche di utilizzazione ed esbosco, sulla consapevolezza di tecnici e operatori, sull’efficacia dei controlli, sul ruolo dell’arboricoltura da legno (vedi Editoriale). Una riflessione complessiva su tutti quei punti, che, come Sherwood, abbiamo raccolto nel nostro “Manifesto per una selvicoltura più vicina alla natura”.

Non basta, in occasione di una situazione di mercato incerta e preoccupante, chiedere a gran voce un incremento del prelievo legnoso. Occorre una nuova governance capace di mettere a terra, in modo concreto ed efficace, gli obiettivi della Strategia Forestale Nazionale. Non siamo ancora pronti a raccogliere i frutti del tanto lavoro fatto. Per dieci anni è stato preparato con cura il terreno: questo Focus ci mostra che è arrivato il tempo di seminare. 

Articolo pubblicato nel n. 284/Settembre-Ottobre 2026 di “Sherwood-Foreste ed Alberi Oggi”, anno 32 n. 5 - ISSN 1590-7805 - Bimestrale della Compagnia delle Foreste S.r.l.

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