Nei giorni scorsi è apparso un interessante articolo sui canali di AIEL a firma di Diego Benedetti, economic affairs director di Eos-European Organisation of the sawmill industry, che traccia alcuni possibili scenari che riguarderanno direttamente le imprese dei primi segmenti della filiera forestale delle conifere. Si tratta di un tema molto importante che le imprese dovranno attenzionare per non farsi trovare impreparate dinanzi alle repentine evoluzioni che stanno coinvolgendo volumi e prezzi del legname di conifere in tutta Europa.
Da un lato, come già riportato nei giorni scorsi nella Rubrica delle Pillole Forestali dall’Italia, anche sull’arco alpino nazionale stiamo ormai assistendo ad una netta contrazione della disponibilità di legname, quindi dell'aumento dei prezzi, come d’altronde era prevedibile a seguito della tempesta Vaia e delle infestazioni di bostrico. Dall’altro la flebile domanda da parte da parte di svariati settori, come l’immobiliare per gli assortimenti strutturali e l’automotive per gli imballaggi, e le incertezze provocate dai dazi “minacciati” dall’amministrazione statunitense non consentono di compensare il rincaro con una valorizzazione economica del prodotto lavorato.
Nonostante ciò, per molte aziende si tratta di un fisiologico ritorno a condizioni di ordinarietà, compromesse dalle calamità naturali già citate e dai conflitti internazionali, a cui doversi obbligatoriamente adattare. In tale ottica saranno la capacità di curare servizio e qualità del prodotto e di fare rete tra aziende di settore, e non tanto la svendita del proprio lavoro, a garantire la solidità dell’impresa in questo periodo di forte cambiamento.
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