Addio al “doppio vincolo” paesaggistico sugli interventi selvicolturali
Approvato l'emendamento che toglie il doppio vincolo ai boschi che ricadono in aree di interesse...
Questa è l'introduzione del DOSSIER pubblicato sul numero 268 di Sherwood | Foreste e Alberi oggi, la versione integrale è disponibile solo per gli abbonati nella versione cartacea, nella APP e sul sito, come sfogliabile. Abbonandoti non solo avrai accesso a questo e ad altri contenuti riservati ma contribuirai a sostenere tutto il lavoro della Redazione di Sherwood. Visita la sezione dedicata agli abbonamenti cliccando qui.
di Silvia Bruschini - Redazione di Sherwood
La crescente sensibilità ai benefici ottenibili dalle foreste e la crisi climatica in atto impongono una Gestione Forestale Sostenibile e attenta a tutti i servizi ecosistemici che la società oggi richiede. L’esigenza di avere soprassuoli più resistenti e resilienti ai disturbi estremi e al contempo in grado di fornire legno, di contribuire al sequestro del carbonio e alla conservazione della biodiversità, sta mettendo in discussione alcuni approcci gestionali tradizionali, in Italia come altrove. Un esempio è quello discusso nel Focus del numero scorso riguardante la possibile selvicoltura del futuro nelle aree colpite da Vaia e dal bostrico.
La stessa Commissione Europea, facendo seguito a quanto richiesto nell’ambito del Green Deal dalle due strategie per il 2030 relative rispettivamente a Biodiversità e Foreste, ha pubblicato a Luglio 2023 le Linee guida per una gestione forestale più vicina alla natura proprio con lo scopo di promuovere una selvicoltura adattativa e rispettosa della biodiversità.
Tra le esperienze citate come coerenti con i principi promossi dalle Linee Guida, anche quella dell’Association Futaie Irrégulière (AFI), un gruppo di gestori e tecnici forestali francesi che, dai primi anni Novanta, si confrontano sul trattamento delle fustaie a struttura irregolare, nell’ottica di verificarne i risultati e diffonderne la pratica. Il loro principale obiettivo è quello di produrre legno di pregio e di grandi dimensioni, con l’attenzione ad alterare il meno possibile il funzionamento dell’ecosistema bosco e tutti i servizi ad esso richiesti. Per perseguire tale risultato l’AFI si è ispirata ai principi di Pro Silva e al trattamento selvicolturale in Francia denominato “jardinage”, che nella selvicoltura italiana potrebbe essere assimilato al taglio a scelta colturale.
Oggetto di questo Dossier sono, quindi, le fustaie irregolari e in particolare l’esperienza di AFI che, in circa 30 anni, non solo ha applicato questo trattamento a molte foreste francesi e centro europee, ma ha anche costituito una rete di circa 140 aree di monitoraggio soggette ad inventari periodici con cui si raccolgono indicatori di carattere dendrometrico, ambientale ed economico. I primi 5 contributi del Dossier, derivanti dalla traduzione della pubblicazione AFI “Il contributo della fustaia irregolare alla multifunzionalità della foresta”, descrivono il trattamento riportando i risultati dei monitoraggi.
Ad oggi, però, il trattamento a fustaia irregolare, benché diffuso e consolidato in ambiente continentale centro europeo, risulta applicato molto raramente in area mediterranea. Diverse sono le motivazioni, tra le principali: l’andamento climatico, la presenza di un numero maggiore di specie arboree eliofile e un contesto economico e sociale storicamente differente da quello centro europeo. Tuttavia, il crescente interesse verso strutture forestali complesse, a copertura continua, prossime alla natura e più resilienti, sta portando anche i gestori e i tecnici dell’area mediterranea a cercare di inquadrare meglio il trattamento a fustaia irregolare in contesti diversi da quelli centro europei. A sottolineare questo interesse, il Dossier si conclude con due contributi che descrivono esperienze riguardanti la realtà mediterranea e italiana nello specifico. La solida esperienza dell’AFI, infatti, grazie a Pro Silva Italia sta trovando spazio anche nel nostro Paese, dove sono già state individuate le prime aree di monitoraggio italiane.
Il contesto della crisi climatica ci sprona a mettere in discussione le attuali forme di governo e, più in generale, di gestione del territorio. Quella della fustaia irregolare può essere “una delle soluzioni” che possiamo considerare quando ci approcciamo a ripensare le nostre foreste. Questo Dossier, senza la pretesa di esaurire un argomento tanto interessante quanto vasto nei dettagli tecnici, può fornire, soprattutto grazie al carattere concreto ed applicativo dell’esperienza AFI, qualche elemento da aggiungere alle conoscenze dei nostri lettori, che potranno valutare se e quando utilizzarli nei casi reali in cui operano.
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